Le mucche ascoltano Bach!

È mattina, e Bach suona per imboccare un dolce risveglio. Non è certo una vita da cani, ma a quanto pare da bufale. Quelle di Vannullo, che vanno per conto loro giorno e notte. Che al mattino si svegliano con la musica classica nelle loro cuccette. Che, solo se ne hanno voglia, si spostano in sala d’attesa per la mungitura. E che se invece “nu tiengono u stimolo” si abbandonano nella zona relax a contarsela tra un massaggio e l’altro. Qui dilaga uno stato di perenne quiete e serena autogestione. Gli ingredienti segreti di una bufala carica di latte, che gode nel palato ed esonda nella gola, fino a frenare nel cuore. Un macigno di piacere che trattiene il corpo e libera l’anima.

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Quando verso la fine degli anni 80’, la maggior parte dei proprietari dei caseifici riteneva che non si potesse fare una mozzarella 100% latte di bufala, Antonio ci riesce. In effetti la prima “era na schifezza dura. Anzi, durissima”, lo confessa, ma ai clienti piace. Provano qualcosa di diverso, stanno bene. È il costante bisogno di connettersi altrove che li emoziona, che si tratti di una  persona, un oggetto, un ricordo, o un luogo. Qui l’aria é intrisa del piacere di stare bene, sa di serenità, fa silenzio nella testa.

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C’è chi ci sa fare manualmente, e chi sa pensare. Antonio pensa, e come dice lui Mi conviene pure. Il pensiero del “Ma se dall’altra parte ci stavo io?” ha impregnato la sua testa tanti anni fa, quando cenava insieme agli altri bambini nelle case dei mezzadri che coltivavano i terreni di Vannullo. In quelle sere, dai piatti fumanti salivano gli odori e sfumavano le differenze. Le persone perdevano i loro ruoli e trovavano una stima reciproca.

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Ma che hai fatto qui?? Che hai combinato? “Mi controllano, la gente che viene a comprare da anni mi controlla”. Non apparteniamo a nessun posto in fondo. Ma chi passa di qui si sente parte di un posto, si sente responsabile di un’entità sprovvista di un unico proprietario, che scavalca gli altri mercati e vive solamente di passaparola. Nessuna pubblicità, nessuna spedizione, nessuna esclusiva. Tanto che persino Gérard Depardieu deve venire fino qui se vuole portarsi a casa 2 o 3 kg di bufala. Come successe qualche mese fa “Guarda che sull’aereo non te la fanno portà” –  “Manco sul mio Antò?”.

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